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La grande mobilità che caratterizza la spalla è giustificata dalla forma delle sue superfici
articolari, oltre che dall’elevato numero di muscoli, tendini e legamenti che la compongono.
Ciò permette alle braccia di muoversi in tutte le direzioni dello spazio, rendendo questa
articolazione una vera e propria radice dei movimenti eseguiti dalla mano. Tali movimenti,
quando la spalla è sana e funzionante, vengono centralizzati, diventando prossimali. Al
contrario, quando subentrano dei deficit a livello propriocettivo, vi è la tendenza a muoversi
dalle estremità, movimenti distali, portando a performance meno brillanti e predisponendo il
corpo a maggiori infortuni.
Nel simbolismo che ogni parte del corpo porta con sé per la costruzione della complessità
dell’individuo, la spalla rappresenta il poter fare, agire, operare. Vi è insito il senso della
potenza del corpo e della forza fisica, esprimibile sia in termini di violenza o prevaricazione, sia
di aiuto verso il prossimo. Uno schiaffo, una carezza, entrambi i gesti originano dalla spalla.
Ercole, l’eroe dalle grandi spalle è la rappresentazione figurata della forza combattiva, il
simbolo della vittoria dell’animo umano sulle proprie debolezze mediante il compimento delle
fatiche. Nella tradizione ebraica la parola sèkhem (spalla) vuol dire anche “termine”, “scopo”,
e costituisce la radice del nome di Sichen, città del paese di Canaan. Atlante, il gigante che
sostiene l’intero mondo sulle proprie spalle, riporta qualità come la resistenza, la solidità
dell’individuo, la capacità di sopportare i pesi dell’esistenza. Rappresenta l’uomo che si
assume le proprie responsabilità.
“Alzare le spalle” o “voltare le spalle a qualcuno”, d’altro canto, sono alcuni degli atteggiamenti
di chi non si assume queste responsabilità. La spalla ci parla, dunque, della potenza fisica
dell’individuo, della forza combattiva, della sua solidità, resistenza, capacità di assumersi le
proprie responsabilità e sopportare i pesi dell’esistenza, dell’energia del fare. Vi è anche una
notazione di potenzialità, di supporto per un movimento finalizzato (della mano), di capacità
di realizzare qualcosa.
Il nostro essere divenuti animali eretti, ha liberato le nostre braccia e le nostre spalle dal dover
portare il peso del nostro corpo, rendendole libere. Ed ora, cosa ne facciamo di questa libertà
di movimento? Possiamo finalmente abbracciare, cullare, difenderci, arrivare in alto a
prendere quello che ci serve o che vogliamo?
L’augurio è che queste pagine possano accompagnare in veste di alleato ogni lettore,
condividendo riflessioni e spunti pratici per ottimizzare le prestazioni atletiche e quotidiane,
ridurre il dolore e godersi delle spalle forti, flessibili e sane. Spunti da inserire con metodo nella
vita di tutti i giorni, distribuiti in un manuale dove scienza, storia e filosofia incontrano l’effetto
trasformazionale unico della pratica.

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